Se, quand'ero più giovane, qualcuno mi avesse chiesto cosa avrei voluto fare da grande, certamente non gli avrei risposto lo scrittore. Nel '78 ho iniziato a lavorare nel mondo finanziario e, dopo ventisette anni, ci sono ancora.
Durante tutta la mia vita professionale ho trovato il modo di cambiare spesso aziende e funzioni, facendo disperare presidenti e consigli di amministrazione in giro per il mondo. In effetti, anche il protagonista di "Cornici eloquenti" si pone in modo dissacratorio in un ambiente molto formale. Non si prende sul serio e non si allinea facilmente alle direttive superiori (nonostante l'elevato ruolo ricoperto); pilota aerei da turismo, mantiene da sempre una grande passione per la musica, va per mare con un vecchio amico pescatore. Poi non è cinico, piuttosto realista. Accetta compromessi ma si pone dei limiti. È stimato ma poco addomesticabile, pronto a rinunciare a tutto pur di mantenere la sua integrità.
Alla base della mia decisione di scrivere romanzi c'è, prima di tutto, il piacere di farlo. Poi il desiderio di condividere in modo semplice alcuni argomenti di interesse diffuso per toccare punti poco noti o solo immaginati dal pubblico, oltre che sfatare qualche luogo comune. Ad esempio, i sistemi di raccolta e gestione del risparmio, le leggi e i sistemi di controllo che regolano il settore in Italia e all'estero e i punti deboli dell'intera struttura. I meccanismi di finanziamento dei grandi affari internazionali e i veri retroscena, noti solo a pochi. Le regole del gioco non scritte. Le varie connessioni tra finanza, politica e stampa, rappresentate in modo concreto.
In sostanza, cerco di evidenziare la distanza che esiste tra ciò che si sa e che si vede, rispetto a quello che realmente accade o potrebbe accadere, a proposito di fatti molto vicini alla gente. L'ipocrisia insita nella contrapposizione tra interesse personale e interesse comune. Il rapporto tra fiction (rappresentazione mediatica) e realtà. E quanto questo incide su tutti noi. Ogni giorno leggiamo la stampa, guardiamo i telegiornali e ci colleghiamo a internet; siamo sommersi da valanghe di informazioni che però quasi sempre si rivelano superficiali o inattendibili. Raramente si scopre come sono andate le cose.
Nel romanzo ci sono luoghi frequentati, personaggi conosciuti personalmente e fatti accaduti davvero. Altri, per fortuna, sono solo immaginari ma utili per rendere la trama più avvincente. In ogni caso, un elemento che mi sta particolarmente a cuore è la credibilità delle storie e degli accadimenti.
Sfortunatamente, non sono riuscito a condensare tutto in un solo romanzo. Il prossimo avrà come sfondo il mondo della diplomazia, della cooperazione internazionale e degli aiuti ai Paesi emergenti da parte di Stati e organizzazioni. Il protagonista sarà un consigliere d'ambasciata, anche lui un po' fuori dagli schemi.
Alessandro Ungaro
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